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Il nostro Allevamento si trova

a ROMA


Siamo soci registrati

ad AGI, ANFI e Serenissima Cat Club, riconosciuti da FIFE

Fédération Internationale Féline

   e WCF  (World Cat Federation)

con l'Affisso "Suavis Tides".

I nostri gatti sono testati

Fiv, Felv, Hcm e Pkd

e sono dotati di Pedigree



Miao! Siamo Tiziana e Maurizio e ti diamo il benvenuto su questo sito. 

Come potrai constatare, qui ci raccontiamo senza filtri,

con ironia e allegria e senza tirarcela troppo!

Abbiamo un Allevamento amatoriale

e i nostri gatti vivono in appartamento con noi, quindi liberi e felici.

Ne abbiamo 14, cinque maschi (di cui un neutro)  e nove femmine (di cui tre neutre).

Te li presentiamo tutti, sbrigativamente nella sezione "chi siamo"

e nel dettaglio nella sezione "i nostri gatti".

Non far mancare loro un grattino virtuale, ne vanno matti :-)

Sei pronto? Mettiti comodo e... buona navigazione!!!

 

Intanto, se hai tempo e voglia, puoi goderti il delirio della...


Mattinata tipo di un'Allevatrice di gatti! 


La mia mattinata tipo inizia all’alba.

Quando un coro di miagolii penetranti e stizziti mi sveglia e mi ricorda il mio peccato più grande: dormire! Non riesco ancora ad alzarmi perché sono stanca, ma devo farlo in fretta, prima che la danza di saliscendi sul letto della ciurma al completo peggiori la situazione già precaria del piumino, più volte rattoppato a causa dei graffi, che triste e sconsolato continua a sputacchiare piume d’oca.

I miagolii intanto si intensificano, perché sto tergiversando e non c’è bisogno della traduzione simultanea di Google per capire che in miagolese mi stanno urlando: “Cazzo, alzati che abbiamo fame!”.

Mi scopro di corsa, per lenire il mio senso di colpa e inizio una lotta impari per riuscire ad infilare i piedi nelle pantofole già piene di musi e zampe. Metto in pratica la strategia collaudata di battere forte la mano sul letto così tutti saltano su e le pantofole sono libere. Le possiedo violentemente tutte le mattine: affondo dei piedi secco, senza preliminari! Dalla poltroncina di fronte al letto (che ha la permanente per la quantità di fili tirati) afferro la vestaglia e la infilo mentre mi alzo, ma non riesco a legare la cinta perché è già trattenuta da fauci selvagge, quindi avanzo trascinando pesi contrari fino alla cucina seguita e sorpassata da presenze inquietanti che fanno di tutto per farmi inciampare.

Ma anche lì ho imparato a schivare e somiglio tanto a una Carolina Kostner ubriaca e fatta di crack che arranca su pattini con la lama storta. Giunta in cucina è tutto un: prendi piattini, apri bustine, riempi piattini, prendi croccantini, versa umido, distanzia piattini se no litigano, sbrigati perché miagolano e poi stop, goditi il rumore di sgranocchiamenti e inciafrugliamenti di boccucce sante! Mi appoggio al bordo del lavello e finalmente respiro. Ma dura un attimo. Devo andare a spalare merda di corsa, prima che le belve finiscano di ingozzarsi, perché ho campo libero e posso correre a perdifiato. Paletta e busta alla mano raggiungo le lettiere che trasudano escrementi a palloncino e inizio a scavare per portare alla luce reperti nefandi e mentre riempio la malcapitata busta, la stessa domanda di tutte le mattine affiora come un tormentone: come fanno a cacare così tanto!

Passo in rassegna tutte le lettiere arrancando verso la fine perché la busta pesa e penso con odio alla mia amica che mi ha proposto di iscrivermi in palestra perché sai un po’ di movimento fa bene!!!

Finalmente ho completato le due operazioni più importanti della mattinata, ma attenzione: le belve hanno terminato il banchetto e cosa fanno? Corrono nelle lettiere appena pulite e scavano nella sabbietta depositando merce fresca all’interno e sassolini all’esterno. Io inizio a urlare cose tipo: eh no! eh daiiiii! (a volte anche “eccheccazzo!!!”) e loro, stupiti, mi guardano come dire: “Beh? Adesso non si può fare nemmeno la cacca in questa casa???!!!”.

Io mi arrendo, sfatta, torno in cucina e mentre finalmente mi preparo il caffè sogno di aprire un carretto per la vendita itinerante di granite sulla spiaggia di Bora Bora.

Ma il caffè è venuto buono, l’aroma profumato copre l’olezzo delle lettiere e loro, le belve, si stanno leccando, angeliche e morbide, adagiate sul divano con gli occhi semi chiusi.

E io, intenerita e pentita, mi ritrovo a pensare, tutte le mattine: “fanculo al carretto, venite qui, amori di mamma!”

Capito come? :-)